Silvana Olivo, giornalista e scrittrice.
Frequenta l'Africa da tutta la vita. Le influenze della madre sudafricana e del padre cresciuto in Eritrea la portano a dedicarsi alla creazione di
un ponte ideale tra Europa e Africa.
A partire dal 1989 trascorre alcuni anni in Zimbabwe tra i guardiaparchi, collaborando con il Dipartimento Parchi Nazionali nella campagna per contrastare il bracconaggio contro gli ultimi rinoceronti allo stato selvatico; nello stesso periodo promuove in Italia, attraverso i media e un'associazione appositamente fondata (Savana Society), iniziative rivolte ad appoggiare questa ed altre campagne per le specie africane minacciate.
Nascono le prime collaborazioni giornalistiche, con reportage per Il Giorno e il mensile Oasis.
Negli anni successivi pubblica regolarmente articoli di natura e di viaggio su varie testate tra cui New Age e Donna Moderna, mentre il bimestrale AFRICA le affida la rubrica dell'Ambiente. Negli anni '90 intervista alcuni tra i massimi esponenti della conservazione della natura in Africa, tra cui Peter Beard nel 1997, in occasione della sua importante mostra a Palazzo Reale (Milano): l'esponente di punta della prima pop art, esteta provocatore nonchè celebratore dell'Africa dell'amica Karen Blixen, è uno dei punti di riferimento nell'ambito delle voci in grado di immortalare, tramite immagini ricercate, un'Africa che scompare.
Nel 1999, ad Ivrea, Silvana è cofondatrice dell'associazione Born Free Italia - Nata Libera, che si adopera per salvare centinaia di animali da uno zoo privato in crisi nel Canavese. Interviene Virginia McKenna (attrice di 'Elsa nata libera'), fondatrice della inglese Born Free Foundation. Silvana coinvolge dalla Francia Brigitte Bardot e tutti gli animali, compresi orsi e tigri, vengono trasferiti in sistemazioni migliori.
Sostiene l'ecoturismo che favorisca progetti di conservazione della natura e di coinvolgimento delle popolazioni locali; promuove operatori africani nel nostro paese.
Tramite l'associazione Heritage costituita in anni recenti, si occupa di far conoscere la delicata situazione dei Boscimani, concordando ogni iniziativa con la loro organizzazione-ombrello locale.
Organizza mostre d'arte: porta la prima mostra d'arte contemporanea boscimane in Italia nel 2001 - 'BOSCIMANI, Immagini di un popolo tra oblio e identità' , rassegna che organizza in due ville palladiane di Vicenza, e collabora alla realizzazione della prima collettiva europea di artisti Eritrei, 'RADICI e DIASPORA', (2002), di fotografia (Paul Weinberg, 2001, 2004), doppiaggio e promozione di film-documento (The Great Dance, 2000); catalizza la risposta di artisti naturalisti italiani, due dei quali, affermati a livello internazionale, dal 2002 donano parte dei proventi delle loro mostre personali alla campagna Progetto African Heritage.
Del 2001 il suo primo libro, Kalahari. Viaggio tra i Boscimani di Namibia, Botswana, Sud Africa (Polaris, Firenze), un saggio-reportage ma anche un compendio degli approfondimenti svolti in Africa australe sin dal 1990, dove è contestualizzata la vicenda di questa etnia.
Per lo stesso editore, esce nel gennaio 2004 Sud Africa. Il mondo in un solo paese (Polaris, Firenze), guida turistica del Sud Africa con taglio culturale e naturalistico.